Lo scatto di Mimmo Salierno, il fotografo del ciclismo campano, che immortala la fontana all’interno del Parco delle Sorgenti, da cui sgorga l’acqua Ferrarelle, è l’immagine che sintetizza questa prima edizione della Randonnée delle Sorgenti. Effervescente come i duecento chilometri del percorso tracciato dagli organizzatori della Veloclub Ventocontrario, 4850 metri il dislivello totale, 2870 quello positivo, le salite. Ancorata allo splendido territorio dell’Alta Terra di Lavoro, ancora sconosciuto ai più, e alle numerose fonti di acqua che segnano l’economia e la storia di questo comprensorio, prima su tutte la Ferrarelle di Riardo.

Ed è proprio dal Parco delle Sorgenti, voluto da Ferrarelle e FAI per preservare l’integrità delle acque effervescenti note in tutto il mondo che vi scorrono, della biodiversità e del paesaggio culturale, storico e agricolo, che gli 86 ciclisti hanno preso il via, accompagnati da un caldo sole tipicamente estivo. Sessantre di loro pedaleranno per raggiugere il brevetto sulla distanza dei 200 chilometri, utile per la partecipazione alla Parigi Brest Parigi, altri ventitré hanno scelto di pedalare sul percorso corto di 130 chilometri, senza controllare l’orologio ai quattro ristori lungo il percorso.

La Randonnée rappresenta l’essenza del cicloturismo, dove il ciclista non ha bisogno di assumere sostanze dopanti per vincere un premio, al traguardo tutti sono uguali, non ci sono ne vincitori ne vinti, ma soltanto appassionati delle due ruote, felici di aver concluso la manifestazione , che dopo la fatica si gustano il piatto di pasta, scambiando con amici e coloro che condividono la stessa passione, le impressioni sul percorso, l’organizzazione e la loro prova. La manifestazione è cicloturistica, pertanto non vi sono le ammiraglie che scandiscono la velocità, ogni ciclista procede con l’andatura che è in grado di produrre in sella al suo cavallo di carbonio. Il randonneur sebbene non sia un ciclista esigente e pretenzioso, ha bisogno di un livello minimo di assistenza e dunque pur in presenza di uno sforzo organizzativo minore rispetto alle Gran Fondo , è altresi vero che non si può vederlo partire ad un randonneur e ricordarsi di lui soltanto al traguardo.

Anche una Randonnée richiede l’impegno del comitato organizzatore e lo sa bene Antonio Bonacci presidente della società organizzatrice: “Con piacere abbiamo ricevuto complimenti sia per quel che riguarda il percorso che per la struttura organizzativa. Dar vita ad una Randonnée potrebbe sembrar semplice, ma non lo è, se si vuol realizzare un evento che nel tempo veda crescere il numero dei partecipanti e il gradimento dei familiari dei ciclisti, che hanno avuto l’occasione per effettuare visite ad alcuni borghi medievali del nostro comprensorio e l’opportunità di vivere una giornata, immersi nella natura del Parco delle Sorgenti. Sicuramente – continua Bonacci – anche noi dovremo correggere qualcosa, ma siamo comunque lieti della riuscita della manifestazione e grazie al supporto di ARIFerrarelle, Consorzio Melannurca Campana IGP, Masseria delle SorgentiParco della Memoria di San Pietro Infine,Pro Loco di San Pietro InfinePro loco Riardo e Work in Progress Pietramelara, amministrazioni comunali di Riardo, San Pietro Infine e Fontegreca continueremo a proporre questa manifestazione”

Emozioni che si susseguono con l’incedere delle pedalate, il ritmo più o meno elevato non cancella, l’orgoglio nazionale. A Teano si svolse l’incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, che sancì l’adesione del generale che aveva guidato la spedizione dei Mille, alla politica di casa Savoia. Il vulcano spento di Roccamonfina propone le prime difficoltà altimetriche, ma le energie sono ancora fresche e nonostante il sudore che riga il viso dei partecipanti il ritmo è ancora buono. La sosta al Parco e Museo della Memoria Storica di San Pietro Infine, ristoro e controllo, ripaga gli sforzi prodotti in precedenza. Osservare il vecchio paese, abbandonato e ricostruito a valle, ferito dai bombardamenti alleati indispensabili per liberarlo dal nemico, mentre gli abitanti erano nascosti nelle caverne, induce qualsiasi persona a riflettere sule sofferenze e i sacrifici che civili e militari hanno subito per liberare la nostra nazione. Ma è ora di ripartire, la strada da percorrere è ancora molta e San Pietro Infine resterà nella mente dei ciclisti diventando la meta per un prossimo viaggio. Dopo aver raggiunto la molisana Venafro ed esser transitati sul Ponte a 25 Archi, il ciclista sa che per scoprire quegli angoli incontaminati della nostra terra c’è da sudare.

La salita verso Fontegreca si fa sentire, soprattutto nel finale, quando c’è da raggiungere la Cipresseta, ma per tutti risulterà fatica ben risposta. Visto che sarà il sindaco di Fontegreca Antonio Montoro ad accogliere i ciclisti che raggiungono la Cipresseta e il lauto pasto che l’amministrazione ha voluto preparare per i ciclisti. In molti vorrebbero rimanere qui all’ombra dei cipressi e delle vasche di acqua cristallina, che danno vita alla Cipresseta, sito di interesse internazionale, ma c’è da superare ancora due controlli e tanta salita da scalare. Dopo il controllo di Castello Matese si punta verso il ritorno a Riardo, non prima di aver attraversato caratteristici borghi medievali immersi nella natura come Vairano Patenora, Pietravairano, Pietramelara, Riardo. Giunti alla Masseria delle Sorgenti i ciclisti non sono accolti dall’applauso del pubblico presente, ne sono attesi dalla premiazione, la soddisfazione di aver trascorso una giornata in bicicletta insieme agli amici pedalando nella natura e immersi in un contesto paesaggistico ricco di storia e tradizioni è molto più di una medaglia, un coppa o un salume. Un’emozione che rimarrà per sempre nella mente e cuore di ciascuno di loro

Gioacchino Pignatiello è entusiasta del percorso della prova e della Cipresseta di Fontegreca: “Il 3° strappo, lastricato al 20% della salita della Cipresseta di Fontegreca ormai, è diventata un banco di prova da superare ogni anno. Le gambe soffrono, , ma sapere che in cima, c’è tanta bella gente, con tante cose buone che ti aspettano, rendono questa sofferenza poca roba…specie se poi ti allunghi nel giardino dei Zappini. Veloclub Ventocontrario grazie di aver fatto conoscere quest’angolo di paradiso a molti di questi partecipanti”

Rossano Nardiello sottolinea come la fatica sia mitigata dalla bellezza del territorio che circonda i ciclisti: “In cuor mio mi aspettavo posti belli in questa randonnèe, ma l’incanto di attraversali in bici, a contatto diretto, diventano parte di te, mischiandosi con la fatica che viene così mitigata, permette la vera conoscenza. E in più aver percepito non solo l’accoglienza, di più, la condivisione della gente sia essa organizzatrice sia essa dei paesi che abbiamo attraversato”

di Mirko D’Amato

(pubblicato su www.cicloamatoriale.it)