Una delle leggende della fondazione di Napoli è legata alla Sirena Partenope, figura mitologica descritta nell’Odissea e famosa per il suo canto melodico. La leggenda della Sirena Partenope, è narrata da Omero nel XII canto dell’Odissea: Ulisse, noto per la sua curiosità, volle ascoltare a tutti i costi il canto delle sirene, le quali attraevano i navigatori con le loro voci angeliche e melodiose, per poi ucciderli.  Avvisato dalla maga Circe, l’uomo prese delle precauzioni: ordinò ai suoi uomini di mettere tappi di cera all’orecchio e si legò all’albero maestro della sua nave vietando ai suoi uomini di slegarlo. L’idea sortì i suoi effetti, Ulisse non cadde preda delle dolci creature marine. Le sirene ci rimasero molto male e per la delusione si suicidarono schiantandosi sugli scogli.
La sirena Partenope, fu portata dalle correnti marine proprio tra gli scogli di Megaride (dove oggi sorge Castel dell’Ovo). Lì fu trovata da dei pescatori che la venerarono come una dea e una volta approdato sull’isolotto, il corpo della sirena si dissolse trasformandosi nella morfologia del paesaggio partenopeo, il cui capo è appoggiato ad oriente, sull’altura di Capodimonte ed il piede, ad occidente, verso il promontorio di Posillipo. Così divenne la protettrice del luogo e diede il nome a quel piccolo villaggio. Da allora, come per “incanto”, la città, pur a distanza di secoli continua ad essere chiamata “città partenopea” e la bella Sirena ne è il simbolo, da cui deriva anche l’appellativo “partenopeo” che i napoletani utilizzano ancora per identificarsi.

Così domenica 10 febbraio si è svolta la prima edizione della Randopartenope,  intitolata proprio alla bella sirena, organizzata dagli Hard Bike, con partenza dalla splendida cornice del Palazzo Ducale di Sant’Arpino (CE). Randonnée che ha visto ai nastri di partenza quasi 200 atleti provenienti da ogni parte d’Italia, vogliosi ed entusiasti di godersi una giornata in bici all’insegna della napoletanità. Valevole come prima tappa del Rando Tour Campania 2019 e del RTMG, nonché prova valida per le qualifiche alla PBP, la Rando Partenope ha avuto il patrocinio morale del comune di Napoli, del comune di Sant’Arpino (CE) e del comune di Santa Maria la Fossa (CE).  Non solo il percorso ma anche le tradizioni sono state curate nei minimi dettagli gli organizzatori.  Si è partiti, come detto, dalla splendida location del Palazzo Ducale con metodologia alla francese, per gruppetti di 10, subito dopo aver degustato una classica colazione napoletana servita con un buon Babà napoletano, per poi giungere dopo poco più di 20 km al primo punto controllo previsto ai piedi di sua maestà Maschio Angioino attraversando in serie Piazza Carlo III, Piazza Garibaldi, Corso Umberto e Piazza Municipio. Lì al controllo altra grande chicca napoletana, il tradizionale caffè napoletano dalla macchinetta di “Don Cafè”, il barista ciclista. Si è proseguiti poi alla volta del lungomare Caracciolo, Mergellina, passando per la Piazza dei Napoletani, la famosissima “Piazza del Plebiscito” posta a specchio innanzi a Palazzo Reale Borbonico. Qui sul lungomare la distrazione forte, è lo spettacolo che ti ritrovi davanti, unico al mondo il golfo di Napoli con tutti i suoi meravigliosi colori. Si prosegue senza sosta perché fra foto e stupore ci si ritrova alla prima salita del percorso e che salita, Via Orazio altra vetrina di Partenope che ci porta verso l’altro versante di Nisida – Bagnoli, tutto finisce in fretta e senza accorgersi ci si ritrova tra le auto a Fuorigrotta in direzione rione Alto per l’ascesa all’Eremo dei Camaldoli. Qui altro punto controllo e, nello spettacolo del belvedere, ecco un’altra perla della tradizione napoletana, “o’ casatiell”, panino napoletano, accompagnato da un bel bicchiere di buon vino. Ebbene, mentre i ciclisti scherzano fra di loro e su tutti il colonnello Leone e il buon mariano Russo per le loro tradizionali scorribande sui pedali, siamo già al primo bilancio di quello che è stata la prima parte di percorso della “Rando Partenope”: vivere la nostra città anche in bicicletta è possibile anche se c’è ancora tanto da fare e lavorare soprattutto nella percorribilità delle strade, ancora molto lontane dal garantire la giusta sicurezza a chi sta sulle due ruote, un lavoro che di certo non spetta agli organizzatori delle Rando ma alle istituzioni.

Dopo questa prima parte si è passati dalle magnificenze della città partenopea ai due siti reali della città di Caserta con la “Tenuta di Carditello” e a seguire la Maestosa “Reggia Vanvitelliana”. Si è giunti a questi importanti monumenti attraversando le vaste pianure dalla provincia casertana, dove è stato possibile per i ciclisti avere anche ritmi di pedalata più elevati rispetto a quelli che consente la città. Ristoro e timbro di avvenuto controllo con una bella pasta al forno fornita presso la pro loco di Santa Maria la Fossa e dopo i circa 190 km e i 1500 mt di dislivello si è giunti di nuovo a Sant’Arpino a completare questa che è stata, a detta della totalità dei partecipanti, una Rando bellissima, nei contenuti e nell’organizzazione, una Rando che nonostante le fatiche dovute anche al periodo non proprio ottimale per la forma fisica dei partecipanti ha visto tutti soddisfatti e soprattutto gioiosi di averne preso parte, perché una Rando è ammirare panorami, vivere la natura, respirare la libertà, godere del tempo con gli amici del gruppo o quelli che conosci pedalando con tutta spensieratezza.

Nello Ciccarelli