“Affrontare una Randonnèe non è mai semplice, anche quando l’altimetria è poca e il percorso sembra privo di grosse difficoltà, le insidie da affrontare non sono mai da sottovalutare, questa volta le condizioni meteo non erano buone, si prospettava un vento da nord-est con raffiche di 80 km/h ed il giorno prima il vento ha fatto parecchi danni, le strade erano piene di detriti, rami, alberi caduti e segnali stradali piegati.

Dopo un attenta analisi dei vari bollettini meteo si è deciso di fare la Rando, in effetti il vento si stava calando e le condizioni erano gestibili ma non prive di insidie. Bene allora la sera prima preparo le solite cose, controllo la bici e l’equipaggiamento, oramai è diventato un rituale che mi fa stare bene e mi rassicura, so bene che dovrò affrontare un vento forte e dimenticare di portare gli occhiali sarebbe un disastro. Quindi metto tutto in macchina e alle 5 parto per Salerno. Io questa volta praticamente gioco in casa conosco bene il percorso, il Cilento è la mia casa e le strade le conosco a memoria. Potevo anche fare il percorso al contrario, partendo da Ascea, ma non mi piaceva l’idea di fare 180 km da solo con quel vento.


Arrivo a Salerno ed è tutto pronto, il tempo è buono e il vento sembra essere sparito, moltissimi randagi facevano la fila per la carta viaggio e per il timbro della partenza, è stata una piacevole sorpresa pensavo che il meteo avesse spaventato tutti. Finalmente si parte ma appena si arriva sulla Litoranea il vento si fa sentire, forte e laterale, ma un pò a favore, questo consente di mantenere velocità medie alte, ma bisogna stare attenti nelle zone aperte dove le raffiche di vento ti arrivano come cazzotti nel fianco.

Fila tutto liscio, attraversiamo la Litoranea in un baleno, poi Paestum e poi subito Agropoli, da adesso in poi si entra nel mio regno, nel Cilento, dove i colori sono sempre accesi e vivi e dove il mare sembra un quadro con i colori che cambiano in continuazione. Nonostante faccio questo percorso spesso mi emoziono sempre come fosse la prima volta. Arrivati ad Ascea dopo 90 km ci aspetta il primo ristoro, panino e crostatina perfetto per integrare le scorte di glicogeno, dopo qualche foto e una chiacchiera co gli amici si riparte sulla stessa strada ma questa volta il vento è contrario ed è diventato molti più forte e minaccioso.

Ma lo affrontiamo come fa un randagio, con rispetto e con cautela ma senza fermarsi mai. Avanzano a medie ridicole tanto che sembrava di andare a piedi, nelle zone aperte tra Paestum è Capaccio il vento solleva anche la terra, che ci colpisce come una raffica di proiettili, bisognava pedalare in apnea per non respirare sabbia e terra.

Piano piano superiamo anche questa insidia e torniamo tutti alla base. Dove troviamo una doccia calda e un pasta party… nulla di meglio per riprendere le forze. Concludendo posso solo fare i miei complimenti ai Cicloamatori le Aquile per l’organizzazione e per la gestione dell’evento. Si vede che alla base c’è tanta passione ed amore per uno sport che richiede così tanti sacrifici. Una randonnèe autentica un percorso stupendo nel pieno rispetto dello spirito randagio”.  –

Racconto a cura di Maurizio Nese, la penna ufficiale del Cilento che pedala, su quella che è stata la sua esperienza alla 5° edizione della Rando delle Marine Cilentane svoltasi domenica 24/02/2019 con partenza ed arrivo da Salerno (SA).