Pubblicato su Il Randagio a cura di Ivan Folli

“…Funny how my memory slips
while looking over manuscripts

of unpublished rhyme
drinking my vodka and lime.
But look around, leaves are brown now
and the sky is a hazy shade of winter…”

“…Buffo come la mia memoria scivoli via
mentre osservo manoscritti di versi mai pubblicati
sorseggiando la mia vodka lime.
Ma guardati attorno, le foglie sono brune ora
e il cielo ha una vaga sfumatura d’inverno…”

(Simon and Garfunkel – A hazy shade of winter)

Bentornati sulle frequenze di RandoFreccia che vi dà il benvenuto in questa seconda stagione del programma, sulla melodia del duo voce e chitarra Simon and Garfunkel.
Speriamo che abbiate passato bene le feste e ricaricato le batterie perché presto prenderà il via la nuova stagione, fatta di chilometri, sudore, emozioni, fatica, vecchie e nuove randonnée; ingredienti dei quali non sappiamo fare a meno.
Però, oggi, là fuori oltre il vetro, è ancora inverno. Le giornate sono corte, fredde, poche le ore di luce e uno strato di ghiaccio alcune mattine copre l’asfalto. Viene da chiedersi allora: come trascorre l’inverno un randonneur? Silenziosamente vi ho spianti in questi mesi, con l’intento di definire le varie specie che ho classificato e che provo a riassumere.

RANDONNEUR INCOGNITUS È caratterizzato da abiti borghesi, comportamenti nella norma, ama festeggiare in famiglia le ricorrenze Natalizie e, nel momento in cui termina la stagione ciclistica e inizia il freddo, depone la bici in garage e la lascia lì fino a tempi migliori. Appena le temperature si fanno più gradevoli, risale in sella con una preparazione graduale, di modo da arrivare pronto ai primi 200 di inizio stagione (che può essere soggettivamente variabile).

RANDONNEUR INCOGNITUS FENOMENUM È una sottospecie della categoria precedente, con la differenza che la bici rimane in garage fino alla mattina del primo 200. Si presenta ai nastri di partenza senza aver pedalato un solo Km e, come se i mesi di nulla non ci fossero stati, si lamenta di non avere la stessa gamba dell’anno prima. Questo rituale e pensieri si ripetono ormai da decenni senza sosta.

RANDONNEUR RULLANTIS
Vuoi per il freddo, per le poche ore di luce, o per il fatto che le strade in montagna risultano impraticabili, questa specie di Randonneur d’inverno va in un apparente letargo. Apparente perché in realtà si ritira nella sua tana e comincia a pedalare sui rulli senza sosta. Di tanto in tanto, senza che nessuno lo veda e camuffandosi per bene, esce su strada per testare la condizione sul campo. Soddisfatto, si rintana nuovamente sui rulli fino al disgelo.
Di questa specie esiste anche una variante 2.0, più evoluta diciamo, che scompare per tutto l’inverno e si rintana in cantina su una bici avenieristica e rulli interattivi. Durante l’inverno diventa il beniamino di tifosi virtuali, vince due Giri d’Italia, una Sanremo, tre Fiandre e gli scappa per un’improvvisa disconnessione del provider il Tour de France!

RANDONNEUR PENSIONATUM
Gli appartenenti a questa specie, se ne fregano dell’inverno in quanto hanno la possibilità di allenarsi nelle ore più calde e luminose della giornata, avendo già saldato il loro debito con lo Stato e non prendendo mai alcun impegno tra le 10 di mattina e le 3 del pomeriggio, comprese le festività Natalizie. Si vocifera infatti di PENSIONATUM che hanno provato a convincere il proprio partner a fare il pranzo di Natale con il fuso orario di Tonga… Giusto per cambiare un po’. Il vero scopo era in realtà quello di avere la fascia oraria 10 – 15 libera. Rientrano sporadicamente in questa categoria anche coloro che sono temporaneamente in ferie, cassintegrati, disoccupati o in part time.

RANDONNEUR VICHINGUS
Per gli appartenenti a questa specie l’inverno non esiste. Una sorta di negazionisti convinti. Li vedi girare nelle giornate e nelle ore più fredde in pantaloncini corti e maglietta estiva come se niente fosse. Se non li vedi in giro è perché si trovano sullo Stelvio o su qualche altro passo Alpino, infatti per loro il ghiaccio e la neve non esistono e quando gli chiedi come fanno in discesa, viene fuori tutta la loro spocchia con la risposta più odiosa e supponente: “Basta sganciare lo scarpino”.

RANDONNEUR VAMPIRUS
Sono creature che non rinunciano ad andare in bici, un po’ come il RANDONNEUR PENSIONATUM, ma dovendo lavorare, li vedi pedalare nelle ore più improbabili e al buio più completo. Quando escono dal lavoro è nuovamente buio e non vedono più il sole fino a marzo inoltrato. Li caratterizza anche uno strato di brina sulla giacca e sui guanti che dura fino al disgelo.

RANDONNEUR SELVATICUS
Appartengono a questa specie quei ciclisti che, appena le temperature si fanno più rigide, si rintanano nei boschi e nelle foreste, abbandonando temporaneamente la bici da strada, a favore di MTB o Gravel. Trovano pace e conforto tra lo sterrato e il fango, riuscendo a massimizzare lo sforzo nel minor tempo possibile e tenendosi così pronti per i primi appuntamenti della nuova stagione.

RANDONNEUR SINDACALISTAS
Questa specie è nata di recente, a causa della pandemia. Sono quei RANDONNEUR VAMPIRUS che, trovandosi a casa in telelavoro, approfittano dell’ora di pausa per uscire in bici. Un’ora però è troppo poco per allenarsi, così ricorrono a intense trattive sindacali col datore di lavoro per arrivare a una quadra. Di solito barattano di iniziare due ore prima, finire tre dopo, reperibilità notturna a favore di 45 minuti in più di pausa pranzo. Soddisfatti li vedi pedalare a tutta nelle ore di luce, cosa che non gli sembra vera!

Sappiamo che molti di voi si riconoscono in una di queste descrizioni. Alcuni magari in più di una. C’è una cosa però che accomuna tutti, indipendentemente dalla categoria alla quale si appartiene: tutte queste specie di randonneurs, non appena viene pubblicato il calendario del nuovo anno sul sito ARI, si immergono in calcoli degni del Premio Nobel della matematica per incastrare randonnée, impegni famigliari, festività, ricorrenze, ferie. Raramente riescono nell’ardua impresa. Il più delle volte tutto si traduce in un “Va beh, vedremo di settimana in settimana”.

…I want to ride my bicycle
I want to ride my bike
I want to ride my bicycle
I want to ride it where I like…”

Queen – Bicycle Race